"en descendant le passé, j'oublie le présent; en marchant libre et indépendant dans l'histoire, je ne me souviens plus que je suis prisonnier"

domenica 11 febbraio 2024

Bravi o no

Stamane leggevo un articolo a firma della senatrice professoressa Elena Cattaneo dal titolo "Il gender gap della ricerca", nel quale si parla del problema della disparità di genere. 
Mi sono riproposto il problema pensando a quello che ho vissuto e vivo nel mio lavoro.
La gran parte dei miei colleghi (plurale sovraesteso) è rappresentata da colleghe, e viene da sè che tra di loro ce ne sono molte di area scientifica.
Non posso giudicare la qualità del loro lavoro, ma stando a quel poco che capto dagli studenti sono poche quelle non troppo apprezzate, così come ci sono pochi colleghi  non apprezzati, segno che il genere non è dirimente nello stabilire il gradimento.
Se guardo all'utenza ho spesso avuto una prevalenza, a volte marcata, maschile in termini numerici, ma non altrettanto in termini di profitto, in cui mediamente si distinguono di più le ragazze; a brillare particolarmente ci sono sia ragazze sia ragazzi, a riprova che la bravura è bravura.
La fascinazione per le Stem è distribuita più o meno omogeneamente; non vedo una pletora di maschietti futuri ingegneri o astrofisici; e nelle attività laboratoriali le ragazze sono di solito più interessate e impegnate.
Al di là di considerazioni sociologiche e culturali più ampie, il quadro che mi si presenta è quindi a favore delle ragazze, a dispetto di quanto sento dire.
Forse i problemi vengono dopo e sono legati alle incapacità maschili di riconoscere i propri limiti, quando di non accettare la superiorità femminile quando presente.
Sembra fatto apposta ma scopro ora che sto scrivendo che oggi è la giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza!

E per pura coincidenza scrivo queste righe il giorno dopo che una brava cantante ha vinto Sanremo.
Ed è una pura coincidenza che sua madre di cognome fa Valente?
Cioè che vale?

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