"en descendant le passé, j'oublie le présent; en marchant libre et indépendant dans l'histoire, je ne me souviens plus que je suis prisonnier"

giovedì 2 dicembre 2021

Autorecensione

Di solito si dice fare autocritica, ma quello che intendo fare qui in realtà è un'autorecensione, cioè un esame critico di due miei scritti.
Mi riferisco alle cronache di un disagio 1  e 2.
Le ho rilette attentamente, e il mio giudizio è molto negativo per due motivi: non dicono tutto quello che c'era da dire, e quello che dicono non è descritto bene.
Direte "ma le avevi scritte tu?... perché non le hai scritte bene a suo tempo?".
Avete ragione, ma allora sentivo di poter scrivere quello che ho scritto, ora sento di dover chiarire.
Vediamo quali sono i punti da migliorare:
- la notte sembra l'anticamera dell'inferno; avrei dovuto dire che gli incubi, frequenti, sono paralizzanti, da lasciare scossi quasi per l'intera mattinata, tant'è che mi ritrovo in un bagno di sudore; quelle sparutissime volte che sono stati  sogni piacevoli mi hanno sconvolto forse anche più degli incubi;
- ogni giorno ho un fastidio fisico, più o meno dolorante; appena ne passa uno ne arriva un altro, e ciclicamente ritornano a farmi visita quelli vecchi; non riesco a stare un giorno senza fastidi.
- nell'arco della giornata mi intossico di caffè, vino e tabacco; ho la netta sensazione di aumentare gradualmente le dosi di tutti e tre, ormai sono ai livelli di un tossicodipendente.
- leggo e scrivo per evadere dalla realtà; mi sforzo di penetrare il più possibile in quello che leggo, tant'è che tutto quello e tutti quelli che mi distolgono da ciò li maledico perché mi riportano alla realtà.
- ho una nausea permanente che si lega solo o soprattutto a tutto ciò che riguarda il mio lavoro; devo fare uno sforzo immane per proseguire, e in ogni momento devo andare a scovare nella testa qualcosa di decente da fare, da dire, da rispondere, recitando una parte che recito con una fatica indicibile; 
- invece di pregare che tutto si attenui mi ritrovo più a  nutrire la speranza che mi accada qualcosa che mi renda impossibile continuare, e di questo non ne sono affatto contento.

Ci sentiamo alla prossima autorecensione.

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