"en descendant le passé, j'oublie le présent; en marchant libre et indépendant dans l'histoire, je ne me souviens plus que je suis prisonnier"

sabato 12 gennaio 2019

"Non cambi mai..."

Nello scegliere questo titolo mi sono ispirato alla frase della famosa canzone cantata da Mina e Alberto Lupo.
Ma non intendo parlare di quel delizioso dialogo tra innamorati.
Potevo avere 8 o forse 9 anni quando i miei genitori decisero che dovevo avere una scrivania. Ricordo bene dove andammo a cercarla perché era il più famoso negozio di quel genere della mia città.
Il gestore ci consigliò un mobile piuttosto moderno, una libreria in legno con ribalta, di dimensioni contenute e di prezzo contenuto.
Dopo qualche settimane la libreria con "la ribaltina", come dicevamo noi, era nella mia cameretta.

L'interno della ribalta era diviso da un sol ripiano, cosicché avevo a disposizione due piani di appoggio.
Senza dubbio la visione di vecchi film americani mi suggerì di suddividere sia orizzontalmente sia verticalmente ognuno dei due piani in due o tre scomparti, in modo da posizionare ordinatamente gli oggetti. La suddivisione la feci con cartoncini robusti per evitare che collassassero lateralmente.
Aprire la ribaltina era per me come entrare in un mondo tutto mio che nessuno poteva alterare. E mi dicevo che quando sarei diventato grande ne avrei avuta una più grande e più bella !
Col passare degli anni persi il monopolio di quello scrigno a favore delle mie sorelle, e aumentò il mio desiderio di averne uno tutto per me.
Quando ormai sposato andai a vivere in un'altra casa, una delle prime cose che feci fu quella di adattare la modesta scrivania di mia moglie per farla sembrare più simile possibile a quella che avevo in mente. 
Dopo non molto tempo il caso volle che un amico mi portò con lui da un (sedicente) antiquario, il quale mi propose una scrivania dei primi del '900 da restaurare ad un prezzo accessibile.
Ero finalmente in grado di avere una scrivania come l'avevo sempre immaginata, con tanti scomparti e con tanto di serrandina.

Sono passati ormai svariati anni, e la scrivania campeggia nel mio studiolo, ingombra di oggetti, trasudante di ricordi, un vero e proprio organismo vivente.

Talmente vivente che l'ho aiutata a riprodursi !!!




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