"en descendant le passé, j'oublie le présent; en marchant libre et indépendant dans l'histoire, je ne me souviens plus que je suis prisonnier"

domenica 14 aprile 2024

Misantropia

Grazie alla trovata tecnologica del pulsante cerca di questo blog mi sono accorto che nei quasi 300 post che ho scritto la parola misantropia compare una sola volta, e nessuna volta la parola misantropo.
Vi domanderete come mi è venuto in mente di fare una ricerca del genere, e io sono qui a rispondervi.
Se vi metteste per un momento nei miei panni dovreste convenire che è normale avere la curiosità di controllare ogni tanto se e dove ho parlato di questo o di quello, giusto per non correre il rischio di essere ripetitivo e quindi noioso.
Bene, adesso che avete indossato i miei panni vi dovreste rendere conto che è naturale che io voglia verificare quando e quanto ho parlato di uno dei miei difetti (per gli altri, non per me).
Quindi mi è venuto in mente di cercare la parola che descrive questo difetto e a sorpresa ho ottenuto il risultato di cui accennavo all'inizio.
Ho sicuramente espresso la mia difficoltà a rapportarmi con gli altri in vari post, ma non ho mai dichiarato di sentirmi un misantropo.
La definizione che i dizionari danno di questo termine si adatta a volte più a volte meno al mio caso.
Premesso che non penso di ricadere in una condizione patologica (per ora), la Treccani definisce misantropo una persona che prova un sentimento di odio, di antipatia, di avversione per il genere umano.
Devo ammettere che mi riconosco nell'antipatia, nella avversione, nella sfiducia, ma non in tutto il genere umano. Qualcuno lo salvo, pochi ma li salvo.
Ho sviluppato questa avversione nel tempo, anche se a pensarci bene ho sempre poco amato il prossimo.
Il motivo si rifa all'altro mio difetto che è la superbia: se ho una stima smisurata di me stesso come posso avere a che fare con gli altri, con il prossimo.
Eppure qualcuno sfugge a questa specie di assioma.
Da che dipende? Non saprei dire se c'è una ragione precisa; questi "eletti" sono persone diverse tra loro, quindi non c'è un qualcosa che li accomuna e che motiva la mia benevolenza nei loro confronti.
Forse tutto sta nell'insondabilità del nostro cervello che certe volte fa un po' come gli pare, anche se noi pensiamo il contrario.
O forse è una questione di cuore?

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