È diventata una frase fatta. Si riferisce alle abilità che dovevano essere acquisite frequentando la scuola elementare divenuta obbligatoria con la legge Casati del 1859, e per traslato significa avere le basi dell'istruzione.
Queste parole risalgono a S.Agostino a cui va dunque la paternità (...illas primas, ubi legere et scribere et numerare discitur...).
Vorrei applicare il concetto nel mio caso ed estenderlo oltre le elementari.
Quanto a leggere e far di conto direi che me la cavo piuttosto bene; ho migliorato e affinato le mie capacità nel tempo arrivando, penso, a un discreto livello.
A scrivere no. La mia capacità non è allo stesso livello.
È vero che non mi sono impegnato allo stesso modo, è vero che non ho avuto la stretta necessità di scrivere; però è anche vero che scrivere è più difficile di leggere e di far di conto.
E non è solo per il rispetto dell'ortografia e della grammatica e della sintassi.
Scrivere e parlare bene, meglio possibile almeno, esigono chiarezza e anche uno stile, una bellezza. Sì, una bellezza come quella che troviamo leggendo o ascoltando certe persone che raccontano, che argomentano, che spiegano così bene che ci sentiamo quasi in sintonia con loro.
Per questo quando scrivo qui mi chiedo quanto arrivi a chi legge di quello che ho in testa.
Poi mi dico che sono io il primo lettore di me stesso.
Allora sorrido e mi dico ti capisco, ti capisco.
Queste parole risalgono a S.Agostino a cui va dunque la paternità (...illas primas, ubi legere et scribere et numerare discitur...).
Vorrei applicare il concetto nel mio caso ed estenderlo oltre le elementari.
Quanto a leggere e far di conto direi che me la cavo piuttosto bene; ho migliorato e affinato le mie capacità nel tempo arrivando, penso, a un discreto livello.
A scrivere no. La mia capacità non è allo stesso livello.
È vero che non mi sono impegnato allo stesso modo, è vero che non ho avuto la stretta necessità di scrivere; però è anche vero che scrivere è più difficile di leggere e di far di conto.
E non è solo per il rispetto dell'ortografia e della grammatica e della sintassi.
Scrivere e parlare bene, meglio possibile almeno, esigono chiarezza e anche uno stile, una bellezza. Sì, una bellezza come quella che troviamo leggendo o ascoltando certe persone che raccontano, che argomentano, che spiegano così bene che ci sentiamo quasi in sintonia con loro.
Per questo quando scrivo qui mi chiedo quanto arrivi a chi legge di quello che ho in testa.
Poi mi dico che sono io il primo lettore di me stesso.
Allora sorrido e mi dico ti capisco, ti capisco.
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