Tanti anni fa, trenta o giù di lì, iniziai ad appuntarmi quasi per gioco alcune riflessioni, tra le quali ce n'era una in cui mi dicevo che avrei avuto piacere a scrivere perché "ho sempre avuto il problema di farmi capire e, nonostante i miei sforzi nello spiegare ciò che penso nel miglior modo possibile, il risultato è che i miei interlocutori recepiscono non più di un quinto del senso delle mie parole".
Dunque il problema della scarsa comprensione da parte degli altri se lo addebita tutto il sottoscritto.
A distanza di anni ho preso coscienza che in effetti la mia modalità di comunicazione orale fa acqua da tutte le parti, e che è molto probabile che questo sia una conseguenza del mio carattere poco diplomatico e poco sociale.
Forse è per questo che provo ad affidare i miei pensieri alle parole scritte.
E forse è per questo che amo i libri, amici freddi e sicuri (da I Miserabili)
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