"en descendant le passé, j'oublie le présent; en marchant libre et indépendant dans l'histoire, je ne me souviens plus que je suis prisonnier"

giovedì 18 novembre 2021

Caro amico ti scrivo

Ogni risveglio è una sorpresa. Sono vivo. Anche oggi ce l'ho fatta.
Peccato. O che culo. Sono sempre indeciso.
Di solito non ho altre indecisioni. Mangio la pasta o la salto? Compro un pantalone nero o grigio? Vado al mare o in montagna? So scegliere.
In questo caso no: sarò meglio continuare a vivere o no ? devo essere contento di vivere o no ?
È la seconda volta in vita mia che sono così indeciso. La prima volta continuai a vivere, e tutto sommato è stato meglio. Però dovetti penare parecchio prima di uscire dall'incubo.
Anche ora sto penando, e sento già le voci amiche che smontano le mie paure e mi dicono di stringere i denti.
Ho stretto denti per anni. Sono stanco. Vorrei mollare. Vorrei rilassarmi.
Una vita senza grandi soddisfazioni, una vita a stringere i denti. Bella vita.
In realtà sono un ingrato ma me ne infischio.
C'è chi ha nerbo per vivere così. Io non ce l'ho.
Sono capriccioso, intollerante, incontentabile. Sono il bambino che ero.
Vorrei vivere per me, con le mie cose, con i miei pensieri.
Mi pesa essere interrotto da chicchessia e da qualsiasi cosa.
Se morissi non avrei più questi problemi.
Una morte non dolorosa. Nel sonno.
Certo mi dispiacerebbe non poter continuare le mie cose. Ne ho tante.
Le farò in un altra vita.

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