"en descendant le passé, j'oublie le présent; en marchant libre et indépendant dans l'histoire, je ne me souviens plus que je suis prisonnier"

martedì 5 novembre 2019

Bibliomania

Non voglio invadere campi che non mi competono parlando di manie, ma non saprei come chiamare la mia.
Sono attratto dai libri in maniera esagerata, direi ossessiva, e questo da quando ero piccolo; penso si sia già capito da alcuni cenni che compaiono in altri post.
Oggi stavo compilando un elenco di libri da acquistare, e ne cercavo certi riferimenti su Internet; mentre scrivevo su un foglio i titoli mi è sovvenuto nitidamente quello che facevo ormai quasi 50 anni fa col mio amico Alfonso.
In estate Alfonso veniva al mare dove vivevo, era uno dei miei amici "estivi"; nonostante la giovane età coltivavamo indipendentemente una certa sensibilità culturale in senso lato, che andava dalla politica alla musica alla letteratura.
Uno dei nostri comuni obiettivi era quello di tenerci aggiornati sulle novità editoriali, e per farlo ci recavamo nelle librerie a prendere i cataloghi delle case editrici.
Raccolti un bel po' di cataloghi sceglievamo un giorno e un luogo dove fare la nostra "cernita", e con la nostra immaginazione riempivamo la nostra biblioteca di volumi "importanti e interessanti": c'era un po' di tutto, nuove edizioni di classici, saggi di storia, di scienze, di filosofia, pamphlet politici, narrativa moderna.
Muniti di matita scorrevamo le pubblicazioni delle più importanti case editrici, e leggevamo le brevi recensioni che accompagnavano i libri che ritenevamo degni di essere letti, sottolineando quello che ci sembrava pregnante.
Quei gesti ci davano la sensazione di vivere i libri, di assaporarli e quasi di averli.
Ho potuto realmente accumulare libri quando ho iniziato a lavorare, e da allora non ho più smesso.
Ma non ho smesso di desiderarli, anche se non posso più sfogliare i cataloghi con Alfonso, ma non smetterò nemmeno di sperare che un giorno ci ritroveremo io e lui su una panchina a farlo di nuovo.

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