"en descendant le passé, j'oublie le présent; en marchant libre et indépendant dans l'histoire, je ne me souviens plus que je suis prisonnier"

lunedì 26 agosto 2019

Donare e perdonare

L'accostamento di questi due verbi è giustificato non solo dal punto di vista fonetico ma anche da quello semantico.
Perdonare nasce come una forma rafforzativa di donare, e il suo significato è dunque donare completamente.
Parlerò in un altro post del perdono; qui vorrei parlare del donare, in particolare del fare regali materiali.
Nella nostra vita ognuno di noi ha ricevuto e ha fatto regali; i primi che ricordo sono quelli che mi portarono Babbo Natale e la Befana nel lontano 1966.
A una certa età ho iniziato a fare io regali a qualcuno, e da allora si sono susseguiti quelli ricevuti e quelli fatti.
Da allora ho iniziato a provare un crescente particolare piacere nel farli e un certo particolare disagio nel riceverli, tant'è che cerco di non mettermi nelle condizioni di riceverli, spesso invano, mentre mi adopero in tutti i modi nel creare le giuste condizioni per farli (chi segue i miei articoli ricorderà che ho un sentimento analogo per le fotografie). Non so spiegare il vero motivo di tutto ciò.
E naturalmente provo un piacere maggiore, un vero e proprio godimento dell'anima, nel fare certi regali a certe persone, soprattutto se sono regali che non si aspettano.
Non lo faccio per sorprendere, per farmi ringraziare all'infinito; il mio è un voler manifestare quanto conti per me quella persona, e alla fine ringraziare per quello che rappresenta per me, per poter dire "ti ringrazio per quello che doni a me, e siccome le parole non bastano lo faccio donandoti questa cosa ".
Curiosamente mi dispiace trovarmi nella stessa condizione a parti invertite forse perché mi imbarazza essere ringraziato.

A corollario di tutto questo il mio inguaribile difetto di non ringraziare a parole ha forse un senso!

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