"en descendant le passé, j'oublie le présent; en marchant libre et indépendant dans l'histoire, je ne me souviens plus que je suis prisonnier"

giovedì 4 luglio 2019

Era tutta un'altra cosa...

Stamattina ho fatto una cosa che faccio spesso, prendere dal mobile delle provviste un rotolo di carta igienica (perdonatemi ma non penso di essere il solo a usarla); mentre lo prendevo il mio sguardo è caduto su una saponetta, e siccome ricordavo che quella in uso stava per finire l'ho presa e sono andato in bagno. Ma arrivato in bagno ho visto che ce n'era già una nuova.
Mentre tornavo al mobiletto per posare la saponetta ho ripensato al valore che ha perso nel tempo un oggetto oggi così frequente nelle nostre case e a quello che hanno perso tanti altri oggetti.
Sono cresciuto in una casa dove c'era la distinzione tra il necessario e il superfluo, dove il riciclo degli oggetti era una cosa normale, e dove ci si impegnava a non consumare più del dovuto.
A onor del vero a casa mia questo modus vivendi non era portato agli estremi perché fortunatamente si viveva con due stipendi, ma avevo la possibilità di vederlo più stringente nelle case di familiari o di amici monoreddito.
Ricordo ad esempio cosa significava quando un componente della famiglia annunciava che era arrivato il momento di comprare un paio di calze che sostituissero quelle, le uniche a volte, vecchie; che era arrivato il momento di acquistare una saponetta, rigorosamente non profumata perché costava di più, visto che l'altra, una, era finita; che era arrivato il momento di cambiare la cinta dei pantaloni, datata due lustri, e che fino a quando non se ne fosse trovata una a buon prezzo si sarebbero usate le vecchie bretelle.
E ricordo mia madre che riusciva a riciclare vecchi asciugamani prima rendendoli più piccoli ("vanno bene per il bidet"), e poi ancora più piccoli come presine da cucina.
Potrei continuare ma non lo faccio perché si è capito cosa voglio dire.
Non voglio ripetere le paternali che mi faceva mio padre rimproverandoci di essere in buona sostanza antesignani del consumismo, ma quando vedo i mobiletti e i cassetti di casa la tentazione è forte, e mi chiedo cosa sarebbe stato di me se non avessi avuto quegli insegnamenti.
Si dice che ogni epoca ha le sue ricchezze e le sue povertà, e che le colpe non devono ricadere sui figli; è vero, però mi chiedo se non si stava veramente meglio nel tempo in cui ci sembra che si stesse peggio.

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