"en descendant le passé, j'oublie le présent; en marchant libre et indépendant dans l'histoire, je ne me souviens plus que je suis prisonnier"

lunedì 12 settembre 2016

Insegnare a chi ?

“Mi sento sempre meno insegnante,… vado a scuola per intrattenere i ragazzi che hanno mille problemi…".
Era più o meno con queste parole che io e un mio caro amico e collega abbiamo commentato tempo fa l’andamento dell’anno scolastico.
E in realtà già da qualche anno le cose vanno così; sarà perché stiamo invecchiando ? sarà perché non sappiamo fare il nostro lavoro ? o sarà perché insegnare presuppone che ci siano anche persone che vogliono apprendere, che sono serene, e che vedono in te un punto di riferimento, anzi un altro punto di riferimento dopo i genitori ?
Nella mia lunga carriera di insegnante mi è senz’altro capitato di incontrare bravi ragazzi, ma sono sembrati più alieni che altro.
Mi è anche capitato, e ringrazio sempre Dio per questo, di avere una "vera" classe, cioè un'intera classe con cui ho stabilito un rapporto di empatia straordinario. Non per niente la loro foto campeggia nel mio studio.
Forse proprio perché quella è stata una classe speciale, tutto il resto mi sembra abbastanza mediocre, a volte scadente.
Non dovrei fare paragoni con quella classe, e solo allora molte altre mi sembrerebbero perfino soddisfacenti.
Mi sono interrogato: sarà colpa mia ?
Da decenni si discute di questo: un insegnante deve rendere accattivante le sue lezioni o no ? detto in altro modo: se una parte degli alunni non raggiunge gli obiettivi è colpa dell’insegnante che non ha saputo rendere interessanti e piacevoli le lezioni o no ?
Bel problema….nel mio caso quando spiego Chimica come potrei rendere più interessante il fatto che alcuni atomi si legano scambiandosi elettroni piuttosto che condividerli ? come potrei trovare il modo per far sembrare meno arido il fatto che se un acido si trova in presenza di una base si forma un sale e dell’acqua ? e come dovrei riuscire ad affabulare l’uditorio nel ricordare come si calcola il numero di ossidazione di un elemento ?

Allora ripenso a quando ero studente, ai miei insegnanti. Cerco faticosamente di riprovare qualche sensazione di quei tempi, e l’unica cosa che sento è la frequente poca voglia di entrare in sintonia con quello che veniva fatto, preso com’ero a fare altro, ma nonostante questo di cercare di farlo meglio possibile, e rendersi conto negli anni del riemergere di quelle fatiche.

Ecco, allora forse il  problema non è un problema: col mio lavoro io lancio semi, in alcuni  daranno frutti, in altri no, non si è tutti uguali; se cambiassi sistema non succederebbe altro che l’inversione del risultato.

Ora mi sento più tranquillo: posso lasciare tutto com’è.

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