“Mi sento
sempre meno insegnante,… vado a scuola per intrattenere i ragazzi che hanno
mille problemi…".
Era più o meno con
queste parole che io e un mio caro amico e collega abbiamo commentato tempo fa
l’andamento dell’anno scolastico.
E in realtà
già da qualche anno le cose vanno così; sarà perché stiamo invecchiando ? sarà
perché non sappiamo fare il nostro lavoro ? o sarà perché insegnare presuppone
che ci siano anche persone che vogliono apprendere, che sono serene, e che
vedono in te un punto di riferimento, anzi un altro punto di riferimento dopo i
genitori ?
Nella mia
lunga carriera di insegnante mi è senz’altro capitato di incontrare bravi
ragazzi, ma sono sembrati più alieni che altro.
Mi è anche
capitato, e ringrazio sempre Dio per questo, di avere una "vera" classe, cioè un'intera classe con cui ho stabilito un rapporto di empatia straordinario. Non
per niente la loro foto campeggia nel mio studio.
Forse
proprio perché quella è stata una classe speciale, tutto il resto mi sembra abbastanza
mediocre, a volte scadente.
Non dovrei
fare paragoni con quella classe, e solo allora molte altre mi sembrerebbero perfino soddisfacenti.
Mi sono
interrogato: sarà colpa mia ?
Da decenni
si discute di questo: un insegnante deve rendere accattivante le sue lezioni o
no ? detto in altro modo: se una parte degli alunni non raggiunge gli obiettivi
è colpa dell’insegnante che non ha saputo rendere interessanti e piacevoli le
lezioni o no ?
Bel
problema….nel mio caso quando spiego Chimica come potrei rendere più interessante il fatto che alcuni
atomi si legano scambiandosi elettroni piuttosto che condividerli ? come potrei
trovare il modo per far sembrare meno arido il fatto che se un acido si trova
in presenza di una base si forma un sale e dell’acqua ? e come dovrei riuscire
ad affabulare l’uditorio nel ricordare come si calcola il numero di ossidazione
di un elemento ?
Allora ripenso
a quando ero studente, ai miei insegnanti. Cerco faticosamente di riprovare qualche
sensazione di quei tempi, e l’unica cosa che sento è la frequente poca voglia di
entrare in sintonia con quello che veniva fatto, preso com’ero a fare altro, ma nonostante questo di cercare di farlo meglio possibile, e rendersi conto negli anni del riemergere
di quelle fatiche.
Ecco, allora
forse il problema non è un problema: col
mio lavoro io lancio semi, in alcuni daranno
frutti, in altri no, non si è tutti uguali; se cambiassi sistema non succederebbe
altro che l’inversione del risultato.
Ora mi sento
più tranquillo: posso lasciare tutto com’è.


Nessun commento:
Posta un commento